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ASUMA BRAZILIAN QUARTET: TORINO, IL CUORE PULSANTE DELLA NOSTRA MUSICA.

04-05-2018
GRANDE RITORNO A TORINO PER IL TALENTO, LA CREATIVITA' ED IL MAGNETISMO DEGLI ASUMA BRAZILIAN QUARTET, DI SCENA SABATO 19 MAGGIO ALL'ASSOCIAZIONE ROSSO VIVO.
Il percorso degli ASUMA Brazilian Quartet nasce nel 2006 dalla precisa intenzione di unire 4 esperienze musicali differenti, pop, classica, soul e funk, per appropriarsi del genere brasiliano e rivestirlo di un'aurea nuova. Complice di questa fusione il jazz.
Intento ambizioso, a tratti pericoloso, ma certamente chiaro nella mente di questi straordinari e talentuosi musicisti: Enzo ANTONICELLI alla voce, Fabio GORLIER al pianoforte, Massimiliano SIMINI alla batteria e Alessandro FASSI al basso. 
Tutti dotati di uno specifico vocabolario espressivo che ha contraddistinto le loro performance con grande forza attrattiva e mettendo il quartet nella condizione di portare avanti un continuum narrativo sempre in crescita.

A distanza di qualche anno incontro il carismatico Enzo Antonicelli, vocalist del gruppo, che nel ruolo di cerniera per l'intero gruppo ci apre le porte alle esperienze vissute in questi 12 anni di carriera.
Enzo, 4 percorsi diversi che decidono di impastarsi per rivistare una delle culture musicali più tortuose ed autorevoli al mondo, mi spieghi cosa vi è passato per la testa? : Intanto premetto che è tutto venuto fuori con estrema spontaneità. Nessuno di noi si è seduto a tavolino per decidere esattamente che tipo di impronta stilistica dare a questo progetto. E' capitato che nel primo anno di lavoro insieme, prima del debutto in pubblico avvenuto nel 2007, sia stato naturale conoscersi e comprendersi musicalmente, certamente spinti dalla curiosità che ci ha consentito, man mano che ci prendevamo gusto, di indagare mondi attigui e farli propri per cercare un punto di incontro. Col tempo è sempre cresciuta la necessità che ognuno di noi avesse un preciso punto di vista sulle proprie possibilità di sviluppo in merito al descrittivismo musicale da dare ad un repertorio così portentoso e suggestivo come la musica popolare brasiliana. E' stato importante, e lo sarà sempre, sia in termini solistici che in termini collettivi perché ci ha messo nella condizione di potenziare la propria capacità di pensiero e soprattutto di ascolto. Capire dove vogliono arrivare musicalmente le persone con cui suoni deve creare stimoli e deve renderti catartico per comprendere come poter suonare aprendo le corde del cuore...
Ed è ovvio che questa condivisione ci consente oggi di lavorare con più consapevolezza e soprattutto capendoci senza doversi spiegare troppo. Del resto, dopo più di 10 anni, è naturale che ciò accada soprattutto perché per noi è sempre stata chiara la necessità di lavorare e di suonare in modo specifico per il progetto! E' il progetto il punto focale e nessuno di noi si suona addosso o suona per se stesso. Spiegati meglio: Vedi, col tempo abbiamo capito che il suono, nel suo insieme, doveva rappresentare la parte predominante del disegno musicale proposto. E' come sentire la musica nel modo più ispirato possibile! L'idea che ci piace esprimere è la grande libertà di fiducia musicale reciproca, un perfetto equilibrio tra ciò che siamo e ciò che sappiamo, ed è giusto che la gente conosca anche il percorso emozionale e caratteriale che ci ha consentito di arrivare fin qui. Non mi stancherò mai di dire che fare musica significa mettere a nudo i propri sentimenti, condividere lo specchio dell'anima e mai appagare solo il proprio ego.
La nostra non è solo un'esperienza musicale, ma anche umana. Abbiamo condiviso innumerevoli momenti insieme, concerti in giro per l'Italia, viaggi e, credimi, tutto questo indirettamente è arrivato anche nella musica che proponiamo. Parliamo di numeri. Più di 200 concerti! Un ottimo traguardo: Si, circa 220. Suonare è la linfa della nostra vita per i motivi che spiegavo prima e la condivisione di cui parlavo ci ha messo nella condizione di tessere relazioni con molti club italiani, direttori artistici e giornalisti, entrando nelle loro storie, nei loro vissuti, con tutte le difficoltà da superare per i continui tagli che purtroppo continuano a fare al mondo della cultura... noi che siamo la terra di Dante.. pazzesco!! Che effetto fa tornare periodicamente a suonare nella propria città, Torino: Beh è sempre una bella emozione! Tutto è partito da qui del resto ed è ovvio che ci sia una forma di affezione particolare. A Torino c'è il cuore, c'è il pubblico che ha creduto in noi, che ci ha supportato e incoraggiato. E poi saremo sempre infinitamente grati al compianto Gianfranco Bianco che anni fa, in una serata al Parco Rignon, ci consigliò di non mettere le tende solo nella nostra città ma di provare ad esportare la nostra musica anche fuori dai confini di casa. Mai consiglio fu più azzeccato! Anche perché effettivamente, pensandoci col senno di poi, sarebbe stato abbastanza inutile proporre un progetto così tanto definito sempre e solo nella stessa città, la nostra Torino. Non sarebbe servito a noi, non sarebbe servito alla musica in generale e tanto meno alla stessa Torino. Crediamo piuttosto che buona parte della nostra crescita sia stata determinata anche dall'essersi relazionati con pubblici diversi da quello torinese e piemontese in generale. Ogni pubblico regala affetto in modo diverso ma alla fine Torino rimane, comunque, il cuore pulsante della nostra musica. E sono certa che Torino apprezzerà nuovamente il talento e la vostra professionalità, siatene certi! Gli ASUMA Brazilian Quartet saranno in concerto a Torino, Sabato 19 Maggio 2018 al Circolo Culturale Rosso Vivo alle ore 21, Via Borgone 15/d

Tania Croce

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Tania Croce

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