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Scrambler terapy per il dolore cronico e oncologico : intervista al DR DI STEFANO MICHELE esperto in terapia antalgica

11-09-2019
Ma cosa c’è dietro la scrambler therapy? La scrambler therapy è una terapia mininvasiva che grazie ad una stimolazione con degli specifici elettrodi è in grado di intervenire direttamente sul cervello in modo da indurre un’informazione di “non dolore”.
Per saperne di più su questa novità abbiamo fatto qualche domanda al   dr   Di Stefano  Michle , medico specialista in  Terapia del Dolore.


  CHE COSA E'  LA SCRAMBLER-TERAPY

E’ una tecnica di stimolazione elettrica non invasiva che consente di alterare la comunicazione e l’elaborazione del dolore superando la percezione negativa.In pratica se si pensa al classico schema di trasmissione dell’impulso, questo prevede le terminazioni periferiche che fanno da sensore, le vie di conduzione che convergono nel midollo per poi arrivare al cervello dove queste informazioni vengono elaborate nella sensazione dolorosa.E’ a quest’ultimo livello, che la scrambler va ad incidere, agendo come un neurone artificiale che invia alla nostra “centralina di elaborazione” un messaggio di “non dolore”. In tutte le altre terapie, come ad esempio quella farmacologica, il principio, invece, è quello di ostacolare la conduzione dello stimolo doloroso.

Semplificando si può dire che questa terapia agisce direttamente sul “nostro processore”, senza cercare di interferire con la conduzione degli impulsi sui “nostri cavi”…?
E questo è un punto di forza. Pensiamo ad esempio alla sindrome dell’arto fantasma, dove il paziente avverte dolore ad una parte del corpo che gli è stata tolta.Questo fa capire quanto la distorsione delle vie di trasmissione del dolore e il cervello stesso giochino un ruolo fondamentale nell’avvertire la sofferenza. Andare ad agire direttamente a questo livello rappresenta una svolta. Per questo nella sindrome da arto fantasma la scrambler therapy è molto efficace.Per questa ragione è una metodica che viene principalmente utilizzata in assenza di risposta ad altri trattamenti, in modo da razionalizzare ed ottimizzare le prestazioni sanitarie, servendo così il più ampio numero possibile di malati che non possono avere benefici da altre cure.
In quali altri casi si utilizza?
In questi ultimi  anni   e' stata   sperimentata con successo contro diverse forme di neuropatie, tra queste quelle posterpetiche. Parliamo di persone che hanno avuto il fuoco di Sant’Antonio e su cui l’infiammazione ha prodotto delle forme di dolore cronico.La terapia si è rivelata efficace anche sui pazienti oncologici, interessati da metastasi ossee.Poi ci sono tutte quelle forme in cui il dolore è la conseguenza di un intervento chirurgico.
dolore cronico  benigno ,dolore oncologico da esito di cure antitumorali ( sele masse tumorali sono state rimosse  con successo , questo dolore segue andamento del  dolore cronico benigno), dolore  oncologico nelle cure paliative
  Si tratta di sedute completamente indolore?
Sì, il paziente si sdraia sul lettino e la terapia si realizza grazie ad elettrodi, simili a quelli che si utilizzano per un semplice elettrocardiogramma, che vengono posizionati in prossimità dell’area dolente. Quindi l’operatore imposta sulla macchina il livello d’intensità richiesto e si procede con la terapia che mediamente dura intorno ai 30-40 minuti. Il ciclo terapeutico è composto da circa 10 sedute. Spesso già dai primi istanti il paziente sente sparire lo stimolo doloroso. Questo effetto permane anche una volta completato il trattamento o comunque porta ad un’attenuazione del dolore anche a casa.Il trattamento prevede dei cicli (eventualmente ripetibili) composti da un minimo di 10 trattamenti con frequenza di 5 per settimana (due settimane consecutive)
  E' possibile utilizzare la Scrambler Therapy® se ho un dispositivo di stimolazione impiantato ?
No, in nessun caso, ed in particolare nel caso di pacemaker cardiaci. Stesso divieto per gli SCS, anche se lo stimolatore viene spento. Queste norme sono parte delle disposizioni di sicurezza di tutte le autorità sanitarie internazionali, ed in particolare di quella europee e della FDA.
E' una terapia invasiva, ci sono effetti collaterali?
E’ una metodica non invasiva, che si allo stato attuale delle conoscenze nelle correzioni di corretto utilizzo non presenta effetti collaterali ed indesiderati.

grazie  DR DI STEFANO

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MICHELE DI STEFANO

mitopo06@tiscali.it

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